Pozioni Web

Pozioni web a soli 99centesimi.

Leggo continuamente annunci promozionali di corsi che promettono di aumentare le vendite grazie al web, mille trucchi e sortilegi, pozioni miracolose che, una volta ingerite, ti faranno vendere il doppio, qualunque cosa tu venda, che siano diamanti o scopini per il WC.

Sono confusa! Mi sembra uno specchietto per le allodole talmente sfacciato da sentirne quasi il suono, quello di uno schiaffo ben assestato.

Ho bisogno di semplificare il concetto, ragionando “ad alta voce”.

L’Italia è un Paese in crisi: il potere economico è minore rispetto a qualche anno fa, si fanno meno acquisti e sempre meno quelli “superflui”. Il web non fa altro che permetterti di spostare la pesca dallo stagno sotto casa all’oceano: più è ristretto il nostro campo d’azione, minore è la possibilità che abbiamo di vendere il nostro prodotto.

Abbiamo la fortuna, oggi,  grazie al web, di arrivare ovunque, con costi inferiori rispetto ai tradizionali mezzi di comunicazione di massa.

Ma esiste una reale possibilità di entrare in possesso della complicatissima formula segreta della pozione suddetta con un corso di mezz’ora a 99centesimi, quelli che si trovano in ogni luogo e ad ogni ora?

Lascio momentaneamente a chi legge la libertà di risposta a questo quesito e sposto l’attenzione sul momento in cui l’azienda comprende il potenziale e vorrebbe buttarsi nella mischia nel miglior modo possibile.

Come lo fa?

Nella mia modesta esperienza ho riscontrato un atteggiamento di curiosità, ma anche diffidenza e paura.

– Curiosità verso i Social Media di cui tutti parlano.

– Diffidenza sulla reale conversione dell’investimento.

Le paure più comuni sono più di una:

1) Un esterno, seppur competente, riuscirà a valorizzare la comunicazione della mia azienda?

2) Cosa recepiranno le persone di quello che viene pubblicato?

3) Se qualcuno mi critica come devo reagire?

Trattando del web marketing nei Paesi dell’Est, mi trovo ad affrontare, più spesso di quel che vorrei, altro genere di argomentazioni/interrogativi:  basta usare i ben noti Facebook, Twitter e Google+ in lingua inglese, raggiungendo così il proprio scopo, senza ulteriori sforzi?

Tagliare la testa al toro è molto più immediato ed economico che segare le corna una alla volta.

Il risultato di questi passaggi, spesso, si rivela essere un praticissimo “fai da te” alla modica somma di 99cent: creo il mio account social, lo bombardo di volantini promozionali, anche in inglese, e spero in un miracolo.

Non posso rispondere a tutte queste domande, sono bionda, ma, trattandosi di un blog sul WebMarketing ad Est,  ti invito a dare uno sguardo a  Social Network in Russia, che possa permetterti di trarre le conclusioni e considerazioni, oggettive o soggettive che siano e, perchè no, trovare la risposta ad uno dei quesiti qui proposti, forse il più ostico.

 

 

 

About Margherita Gugliandolo

Nata a Mosca, italiana d'adozione. Da sempre appassionata delle dinamiche sociali on/off line, Social Media Marketing/web marketing e turismo.

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